IC 2 BOLOGNA

Sec. I° Grado “F. M. Zanotti”

VIA GIACINTO, 39,
40133 BOLOGNA BO


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Scuola Secondaria I° grado “F. M. Zanotti”
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Francesco Maria Zanotti
Letterato e filosofo, nato a Bologna il 6 gennaio 1692, morto ivi il 25 dicembre 1777. Professore di filosofia, dal 1718, nella patria università, fu ivi dei primi a tentare la conciliazione del superstite aristotelismo con le dottrine cartesiane e newtoniane. Segretario dal 1723 dell’Istituto di scienze del quale fu più tardi (1766) presidente, scrisse in latino i De Bononiensi scientiarum et artium Instituto atque Academia commentarii (voll. 8, Bologna 1731 segg.).

Contemporaneamente a D. Hartley, pensò di applicare l’attrazione newtoniana alle idee: ma, mentre altri ne trasse un sistema, egli si contentò di serivere sull’argomento un opuscolo, che finse tradotto dal francese (Della forza attrattiva delle idee, Napoli 1747). Prese parte a una questione di fisica allora dibattuta fra i seguaci di Cartesio e quelli di Leibniz, scrivendo tre dialoghi Della forza dei corpi che chiamano vita (Bologna 1752). Scrisse anche la Filosofia morale (1754), compendio di morale aristotelica. Si accompagna a questo trattato unRagionamento sulle dottrine morali di P.-L. Moreau de Maupertuis, che trovò un difensore nel domenicano C. I. Ansaldi, autore delle Vindiciae Maupertuisianae a cui rispose lo Z. con tre discorsi. Ne nacque una lunga disputa nella quale s’immischiò, fra gli altri, il padre A. Buonafede. Del 1762 è il discorso De viribus centralibus, esposizione della teoria newtoniana dell’attrazione. A istanza d’una nobildonna, scrisse il trattato Dell’arte poetica, che ebbe molta fortuna anche tra i classicisti dell’Ottocento. Intelletto versatile e acuto, lo Z. fu scrittore italianissimo di lingua e di stile, ma non esente da prolissità. Il suo discepolo Palcani ne raccolse leOpere (voll. 9, Bologna 1779-1802): edizione che, oltre agli scritti citati, contiene operette matematiche, un compiuto corso di filosofia in latino, un Ragionamento sopra la filosofia, Paradossi, sonetti, canzoni, carmina e, con altre cose minori, l’Epistolario.

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